Artigianato
e antichi
Mestiri

In tempi rapidi e mutevoli come quelli attuali, è nei gesti antichi delle sue botteghe artigiane che Orvieto conserva il carattere lento e laborioso di una volta. E se San Giuseppe Patrono non è a caso il protettore di artigiani e lavoratori, non è un semplice “fare”, quanto piuttosto un “saper fare”, quello che muove le mani di un popolo a cui molti riconoscono il dono dell’ingegno e un vivace estro creativo. Virtù di certo non specifica solo di chi è nato e cresciuto all’ombra del Duomo, ma che sicuramente appartiene a chi respira da sempre arte e bellezza, rimanendo, al tempo stesso, radicato alla terra e alle sue tradizioni.

Ceramic Art

The Ceramic Art of Orvieto has very old roots. In the two Archeologic Museums of the city there are a lot of of artifacts from Etruscan Age.

Lace Art

The origin of the noble Lace Art of Orvieto dates back to June 1907, when a society of patronage for the women of the people was made.

Golden Jewelry

In rapid and mutable times like nowadays, it is in the old fashion of craft workshops that Orvieto preserves its slow and intense working nature of the old days. 

Nel giro di pochi anni una delle più piccole Casse di Risparmio d’Italia si afferma con graduale ma continua ascesa e raggiunge una solidità tale che i frequenti sconvolgimenti politici non riescono a compromettere. Dopo l’Unità d’Italia si registra un continuo aumento delle attività della Cassa, necessaria premessa per la realizzazione dello scopo precipuo della beneficenza; la prima erogazione è registrata nel bilancio del 1860 con scudi 60 versati “a prò dell’asilo infantile di Orvieto”. Anche il decoro cittadino non manca di richiamare la solerte attenzione dei dirigenti dell’Istituto, che finanzia la costruzione del Nuovo Teatro e l’istallazione di un grande orologio in cima alla Torre del Moro.

Il secolo XIX si chiude con le notevoli elargizioni in favore delle feste centenarie del Duomo, del Congresso Eucaristico e della Mostra d’Arte Sacra. Nel 1913 la Cassa apre la sua seconda filiale nel Comune di Bolsena. Dal primo dopoguerra al 1953, anno del centenario, la beneficenza della Cassa prosegue con finanziamenti in favore del Comune di Orvieto per la realizzazione dell’Accademia di Educazione Fisica, di una Caserma per avieri, di una Scuola all’aperto e della torre campanaria del Palazzo del Capitano del Popolo oltre alle annuali erogazioni a favore di enti assistenziali, collegi, orfanotrofi, asili e scuole di ogni genere, con particolare riguardo alle esigenze dell’Ospedale di Orvieto, al quale destina risorse per gli allestimenti interni e per strumentazione sanitaria all’avanguardia.

è nei gesti antichi
delle sue botteghe artigiane
che Orvieto conserva
il carattere lento e laborioso di una volta

E che dire della ceramica? Dal lontano medioevo a oggi, di strada ne è stata fatta. Senza tradire il gusto per decori raffinati, ora geometrici ora d’ispirazione vegetale, molto spesso improntati al tema religioso o celebrativo. Brocche, panate, boccali, e ancora ciotole, catini, piatti e tazze, che recano gli inconfondibili disegni della tradizione. Nel centro storico, vari negozi mantengono il proprio laboratorio artistico di produzione. Lungo Via della Cava, nel cuore più antico e popolare di Orvieto, si possono visitare, al Museo delle Maioliche Medievali e Rinascimentali Orvietane, i locali di una fornace per la lavorazione della ceramica attiva fino alla seconda metà del Quattrocento, dove vengono conservati oggetti autentici lavorati nell’opificio. Utile visitarlo, oltre che per la bellezza del luogo e dei materiali, per comprendere quali sono, anche nelle reinterpretazioni più moderne, le forme e i decori dell’autentica ceramica orvietana. Di manufatti ceramici da portare a casa con voi, Orvieto è piena, ma non tutti sono di produzione autoctona. In molti negozi, infatti, non è raro trovare ceramica di altre produzioni umbre, come ad esempio di Gubbio e Deruta. Scegliete liberamente quel che vi piace, ma cercando di essere consapevoli rispetto all’esatta provenienza. Tutti i ceramisti umbri sono giustamente orgogliosi delle loro produzioni tipiche e si impermalirebbero non poco a essere confusi gli uni con gli altri.

Noterete senz’altro, a pochi passi dal Duomo, Via de’ Magoni, da qualche anno ufficiosamente ribattezzata, a ragione Via degli Artigiani, grazie al fiorire di botteghe – alcune suggestivamente minuscole e zeppe di oggetti – dove arte e artigianato locale sono degnamente rappresentati. Accanto a legno, ceramica e merletto trova posto anche la lavorazione della pelle e del cuoio. Un settore che sulla rupe conta più di un laboratorio dove, udite-udite, ci sono anche giovani che hanno scelto di tradurre la loro passione in borse, cinture e altri accessori senza tempo.

Altra espressione dell’estro creativo degli artigiani orvietani attraverso i secoli è la forgiatura del metallo. Se della lavorazione del ferro battuto, visitando Orvieto, potrete trovare le più mirabili realizzazioni nelle cancellate del Duomo o all’interno dei giardini e dei cortili dei palazzi storici della città, è la preziosa eleganza dell’arte orafa che vi regalerà le suggestioni più inattese. Sono molti gli artigiani che lavorano l’intramontabile metallo, spesso coniugandolo, tra linee pulite e moderne, all’eterno splendore delle perle o al fascino delle pietre più rare e colorate. L’oro della cattedrale continua a scorrere, magico e attrattivo, su generazioni estrose e rifiorenti di sempre nuovi artisti.

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