Il fasto e la complessa e articolata decorazione della facciata del Duomo di Orvieto trovano il loro contrappunto nella sobria e spoglia atmosfera che, all’entrata, avvolge il visitatore: ne avvertirete, sicuramente, l’onda di coinvolgente e serena vastità. Articolato in tre navate suddivise da dieci colonne cilindriche e da due pilastri ottagonali, lo spazio interno è unificato da sei grande campate e, attraverso ampie e slanciate arcate a tutto sesto, si dilata lateralmente nelle navate esterne che, completamente visibili, fanno da sfondo al vano centrale. L’aerea impressione di leggerezza è accresciuta dalla reiterazione delle cappelle semicilindriche e delle bifore nelle pareti perimetrali, che crea un effetto di approfondimento spaziale, mentre il tetto a capriate dipinte del corpo anteriore dell’edificio esalta, con l’indefinita penombra solcata di luce, la concentrata aura di silenzio e di misticismo. Del tutto originale è poi la soluzione del transetto continuo con tre volte a crociera della stessa altezza che, autonomo rispetto al corpo longitudinale, è contenuto nel rettangolo delle navate, a costituire un fondale ombroso che precede la tribuna quadrata.

Nella parte absidale è possibile ammirare un vasto ciclo pittorico costituito dalle Storie della Vergine, commissionato nel 1370 al pittore e mosaicista orvietano Ugolino di Prete Ilario, che si era già distinto per aver realizzato tra il 1357 e il 1364, insieme a Fra’ Giovanni di Leonardello, le pitture della Cappella del Corporale. Nel secolo successivo, la conservazione delle pitture richiese una serie di rifacimenti, a cui lavorarono Giacomo da Bologna (1491-94), il Pinturicchio (1492) e il Pastura (1497-99). Rimasti a lungo coperti dalla polvere, nel XIX secolo gli affreschi della tribuna furono oggetto di frequenti interventi, fino agli ultimi e importanti restauri degli anni ’90 del Novecento.

Nella tribuna, nel braccio sinistro della crociera, soffermatevi a osservare il gruppo marmoreo della Pietà, capolavoro di Ippolito Scalza. Progettata fin dal 1550, l’opera fu commissionata dalla Fabbriceria del Duomo solo nel 1570 e, realizzata da un unico blocco di marmo, fu terminata dall’artista nel 1579. Con drammatica incisività lo Scalza esercita, attraverso le quattro figure emergenti dal marmo, una profonda riflessione sulla morte di Cristo, materializzata nel sentimento di desolazione dei volti e nella forte espressività gestuale. Il corpo esanime del Salvatore è sostenuto dalla Vergine che, torcendo il busto e sollevando tragicamente il braccio sinistro, accoglie il figlio nel proprio grembo. La Maddalena, inginocchiata e piangente, appoggia il volto alla mano del Cristo e, contemporaneamente, gli tiene il piede, mentre Nicodemo, con la fronte corrugata dal dolore, assiste al pianto delle donne, tenendo in una mano i chiodi e le tenaglie, nell’altra la scala e il martello, simboli che alludono chiaramente alla Crocifissione e alla Deposizione.

A meritare una calma e documentata sosta sono, sicuramente, le due cappelle laterali sui fianchi del Duomo, la Cappella del Corporale e la Cappella di San Brizio.

Nata per serbare perenne memoria del Miracolo Eucaristico di Bolsena (1263) e per custodire degnamente la reliquia del sacro lino, la Cappella del Corporale fu edificata, nella testata nord del transetto, tra il 1350 e il 1356, e successivamente affidata, per la decorazione pittorica, al Maestro orvietano Ugolino di Prete Ilario. Il ciclo pittorico fu iniziato dalle volte, traendo probabilmente ispirazione dagli smalti del prezioso Reliquiario che, dal 1338, conservava il Corporale. I lavori, come precisato allo stesso Ugolino nell’iscrizione autografa posta sulla parete dietro l’altare, terminarono l’8 giugno del 1364. A spiccare, tra gli affreschi, è la cosiddetta “Madonna dei Raccomandati”, realizzata dal senese Lippo Memmi intorno al 1320.

Articolato in tre navate suddivise da dieci colonne cilindriche
e da due pilastri ottagonali, lo spazio interno
è unificato da sei grande campate

Anche la Cappella del Corporale ha ovviamente subito interventi e modificazioni nel corso dei secoli, soprattutto nel periodo barocco e manierista. Nel 1561, nella parete destra, fu installato il sepolcro di Orsino e Rodolfo Marsciano, opera attribuita al Sanmicheli e al Montelupo, mentre nel 1571 Ippolito Scalza scolpì la tomba del vescovo Sebastiano Vanzi; opera cinquecentesca dello Scalza sono anche le tavole in marmo rosso con la storia del Miracolo di Bolsena collocate nella parete destra. Nel 1729 furono invece aggiunte, ai lati dell’altare, due statue di Arcangeli eseguite da Agostino Cornacchini. Ma è a metà dell’Ottocento che, secondo alcuni storici locali, si registrano gli interventi più invasivi, quei restauri delle pitture che, secondo Luigi Fumi, tolsero “a tutta la Cappella il suo carattere”, ad opera dei pittori Antonio Bianchini e Luigi Lais, direttamente inviati dal pontefice Pio IX perché recuperassero gli affreschi trecenteschi molto deteriorati. Si trattò di un’alterazione delle opere di Ugolino a lungo lamentata dagli storici dell’arte, ma il restauro eseguito nel 1975-78, con la scoperta delle sinopie oggi conservate nel Museo dell’Opera del Duomo, ha permesso di constatare che gli interventi ottocenteschi non sono stati poi così invasivi come supposto.

Duomo, Tesoro della Cattedrale e Cappella di San Brizio

Novembre – Febbraio 9,30 – 13,00 / 14.30 – 17.00

Marzo e Ottobre 9,30 – 18,00

Aprile – Settembre 9,30 – 19,00

Domeniche e feste di precetto

Novembre – Febbraio 14,30 – 16,30

Marzo – Ottobre 13,00 – 17,30 L’orario di visita in Duomo può variare per esigenze di culto.

Museo MODO, Palazzi Papali e Chiesa di Sant’Agostino

Novembre – Febbraio 10,00 – 16,30
(chiuso il martedì)

Marzo e Ottobre 10,00 – 17,30
(chiuso il martedì)

Aprile – Settembre 9,30 – 9,00

Ultimo ticket 30 minuti prima della chiusura

Costo Biglietti

Duomo e Cappella di S. Brizio – 4 euro

Gratuito per i residenti della Diocesi Orvieto-Todi

Biglietto unico – 5 euro

(Duomo, Tesoro della Cattedrale, Cappella di S. Brizio, Palazzi Papali, Chiesa S. Agostino) Gratuito per i residenti della Diocesi Orvieto-Todi

Museo MODO – 4 euro

(Palazzi Papali, Chiesa S. Agostino) Gratuito per i residenti della Diocesi Orvieto-Todi Gratuito: minori di 10 anni, insegnanti accompagnatori, disabili e accompagnatore, giornalisti con tesserino Ultimo ticket 30 minuti prima della chiusura

Informazioni e Contatti

Per INFO rivolgersi a Opera del Duomo di Orvieto
Piazza del Duomo 26, 05018 Orvieto
Tel. e fax 0763 342477
email: opsm@opsm.it
sito internet: www.opsm.it
Palazzi Papali: tel 0763 343592
Ex chiesa di Sant’Agostino: tel 0763 344445

Biglietteria: tel 0763 343592
email: biglietteria@operadelduomo.it

Cappella Nuova o di San Brizio
• Le visite guidate non devono durare più di 15 minuti
• I gruppi con guida autorizzata, già prenotati, hanno la precedenza
• La successione dei gruppi deve alternarsi per consentire le visite individuali
• Il personale preposto è autorizzato a regolare l’afflusso secondo il criterio della prenotazione e della successione.

Durante le celebrazioni delle Funzioni liturgiche all’Altare Maggiore e nella Cappella di San Brizio, non è consentita la visita turistica

Il Duomo di Orvieto visto e raccontato nei suoi particolari. I mossi dorati della straordinaria facciata, le statue, il rosone, i dettagli del prezioso portale. Le navate della maestosa cattedrale che racchiude i preziosi affreschi della Cappella di San Brizio, l’altare maggiore, il coro ligneo e la Cappella del Corporale, scrigno di storia e religione.

6° C
nubi sparse