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La DOC e il disciplinare di qualità

Vigneto nellOrvietanoCon l'espandersi della produzione e della commercializzazione, per tutelare la qualità del vino di Orvieto nasce nel 1958 il Consorzio del Vino Tipico di Orvieto. Con il DPR 12 luglio 1963 n. 930, si cercò successivamente di varare un disciplinare di produzione e, siccome molti iniziarono a chiedere l'estensione della zona tipica fin quasi alle soglie di Viterbo, alcuni produttori dell'Orvieto acconsentirono all'allargamento del territorio di raccolta delle uve purché al bianco prodotto nella zona più antica fosse riconosciuta la qualifica di classico. Per questo nel 1971, anno di riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata, il vecchio consorzio fra i produttori diventa Consorzio Tutela Vino Orvieto, cambiando anche il marchio e assumendo a simbolo la facciata del celebre Duomo. Il Consorzio Vini di Orvieto tutela anche la Doc Rosso Orvietano, costituita nel 1998 allo scopo di diversificare le produzioni all'interno di una stessa area viticola e di creare sinergia tra i due vini per affrontare al meglio i mercati.

Il disciplinare di produzione è stato sottoposto negli anni a varie modifiche. L'ultima, datata 8 agosto 2003, ha riformato profondamente l'uvaggio tradizionale che vedeva il Procanico prevalente (dal 50% al 65%) con la presenza di Verdello (dal 15 al 25%), Grechetto, Drupeggio, Malvasia (dal 20 al 30%, di cui la Malvasia toscana non più del 20%). La riforma ha aumentato la percentuale di Grechetto, ridotto il Trebbiano e dato spazio ai cosiddetti "vitigni miglioratori", il tutto nell'ottica di un ulteriore affinamento della qualità e di una progressiva riduzione della quantità. La produzione di uva ad ettaro non deve essere superiore alle 11 tonnellate.

L'area DOC dell'Orvieto è dunque suddivisa in Orvieto Classico, che copre la zona intorno alla Rupe e al suo circondario, e in Orvieto, che la completa a nord e a sud. Dalla vendemmia del 1997 è possibile produrre un Orvieto e un Orvieto Classico con la qualificazione "Superiore". Questo vino, che si ottiene grazie a una drastica diminuzione della produzione per ettaro (da 11 a 8 tonnellate) e a un contenuto alcolico minimo di 12% vol., può essere messo in commercio solo dopo il primo marzo dell'anno successivo alla vendemmia.

Le tipologie della DOC Orvieto, inclusa la sottozona Orvieto Classico sono: secco, abboccato, amabile, dolce, superiore e vendemmia tardiva.

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