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Continua con successo la mostra "Magnifica Graeca. Capolavori greci dai magazzini dei musei dell'Umbria"

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Fino al 30 settembre è possibile visitare al Museo archeologico nazionale di Orvieto la mostra "Magnifica Graeca. Capolavori greci dai magazzini dei musei dell'Umbria" curata dalla direttrice del museo Luana Cenciaioli e dall'archeologo Marco Sofia. Inaugurata con successo la scorsa settimana e apprezzata da numerosi visitatori, intende valorizzare una minima parte dell’immenso patrimonio culturale conservato nei magazzini dei musei archeologici statali dell’Umbria.

L’esposizione è concepita come un “viaggio ideale” che parte dalle odierne coste della Turchia, un tempo costellate di colonie greche dove tra il VII e il VI sec. a.C. si produssero le cosiddette “coppe ioniche”, che ben presto giunsero in Etruria, conquistando il gusto locale. Tra i manufatti di questo tipo, vale la pena citare le “coppe dei Piccoli Maestri” o quella “tipo Siana”, prodotta ad Atene su ispirazione greco-orientale, particolarmente popolare nel secondo quarto del VI sec. a.C.

Vi sono poi anfore, decorate con la tecnica delle figure nere (seconda metà del VI secolo a.C.) e altre, dette “calcidesi”, provenienti dalla colonia di Rhegion (Reggio Calabria). Meritano attenzione opere d’artigianato ideate nei decenni centrali del VI secolo a.C. all’interno della bottega di Exekias e quelle realizzate con la tecnica delle figure rosse (inventata ad Atene tra il 530 e il 520 a.C.). Importante è, in questo senso, una coppa dipinta da Oltos, uno dei più importanti ceramografi ateniesi che utilizzarono questa tecnica.

Più piccola per dimensioni e decorata solo all’interno, una, raffigurante un atto sessuale, è attribuibile ad un altro protagonista indiscusso delle prime figure rosse, Epiktetos. Da Vulci proviene una maestosa coppa firmata da Euphronios come vasaio ma dipinta da Onesimos, due dei protagonisti artistici importanti fra la fine del VI secolo e i primi decenni del V sec. a.C. Non mancano, inoltre, opere create dai cosiddetti “Pionieri” della tecnica delle figure rosse portandola a livelli altissimi (Phintias, Eufronios, Euthimides, solo per citare i tre maggiori). Curiosità desta, infine, una piccola coppa-skyphos raffigurante un compendio del “kamasutra greco”.

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