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Festival del Dialogo 2017. Tre giorni per riflettere su "Femminile/Maschile. A che punto siamo?"

Festival del Dialogo 2017. Tre giorni per riflettere su "Femminile/Maschile. A che punto siamo?"

E' stata presentata sabato 7 ottobre nella Sala delle Quattro Virtà del Comune di Orvieto, che ha concesso il suo Patrocinio all'iniziativa, la quarta edizione del "Festival del Dialogo" promosso dall'Associazione Culturale ApertaMenteOrvieto che si terrà al Palazzo del Capitano del Popolo di Orvieto, da venerdì 13 a domenica 15 ottobre. Tema di quest'anno è  "Femminile/Maschile a che punto siamo? Tra incontri e conflitti, tra mutamenti e persistenze dentro e fuori di noi".

Tre giornate a cui parteciperanno filosofi e docenti universitari ed incentrate sulla cultura e le tematiche delle differenze di genere, sempre più attuali ed importanti per le giovani generazioni – tutti gli eventi aperti alla cittadinanza e agli studenti delle scuole superiori sono gratuiti. Collaborano le Associazioni: “L’Albero di Antonia”, “Il Filo di Eloisa”, “Lettori Portatili”, la Scuola Comunale di Musica “Adriano Casasole” e “L’Alveare” centro crescita.

Si inizia venerdì 13 ottobre alle 9:00 con i saluti ai partecipanti e la presentazione delle iniziative e degli elaborati delle Scuole “Ippolito Scalza” e “Luca Signorelli” sul tema del Festival. Segue l’esibizione dei gruppo di ragazzi della Prof.ssa Paola Cecconi e l’animazione per bambini e ragazzi. Nel pomeriggio alle 17:30 tavola rotonda sul tema: "La famiglia oltre gli stereotipi: uomini e donne fuori dai binari?”. Ne parlano Chiara Saraceno – sociologa, Silvia Bruno – redattrice di “Res Publica”, Gianluca Ricciato – Associazione “Maschile Plurale”, Angelica Ridolfi – Associazione “Il filo di Eloisa” con interventi narrativi dell’Associazione “Lettori Portatili”.

Sabato 14 ottobre sempre alle 9:30 è la volta della presentazione e premiazioni del concorso tra classi delle scuole superiori bandito lo scorso maggio e riservato. Interviene Enzo Palmisciano dell’Associazione “Campo di Marte”. Nel pomeriggio alle 16:00 laboratorio dell’Associazione “L’Albero di Antonia” e alle ore 18:00 tavola rotonda sul tema “Come è cambiata la violenza di genere” su cui si confronteranno: Flavia Perina – giornalista, Anna Pramstrahler – Associazione Nazionale “DIRE / Donne in Rete contro la violenza”, Roberto Fava – avvocato, con interventi narrativi dell’Associazione “Lettori Portatili”.

Domenica 15 ottobre, nel pomeriggio, il Festival 2017 si concluderà con lo spettacolo “FemminileMaschile – a che punto siamo?”. Nelle giornate di sabato 14 e domenica 15 ottobre, inoltre, è in programma il Laboratorio per bambini a cura de “L’Alveare”. Per tutta la durata del Festival del Dialogo, all’interno della Sala Expo del Palazzo del Popolo sarà allestita la mostra di pittura, scultura e fotografia a cura di Anna Appolloni con intervento musicale “L’altra faccia del genio” a cura del M° Riccardo Cambri e letture del Dott. Alberto Romizi – UNITRE Orvieto.

“E’ motivo di orgoglio presentare oggi la quarta edizione del festival di cui ricordo quando incominciavamo a parlarne, avvertendo che, oggi più che mai, aprirsi al dialogo è un impegno civile” ha sottolineato la vicesindaco Cristina Croce che ha aggiunto: “nelle edizioni precedente sono stati affrontati temi come l’immigrazione, il dialogo in tutte le forme. Un festival importante quindi che aggrega tante realtà. Una modalità nuova quella di lavorare insieme in sinergia portando ciascuno il proprio bagaglio. ApertaMente concretizza al meglio questa modalità che, come Amministrazione stiamo cercando di attuare, in Consiglio Comunale è stato approvato il manifesto per ‘Orvieto Città del Dialogo’ che funge da linea guida di tutte le attività che si svolgono nella città stessa. Mi preme infine sottolineare l’importanza ed il ruolo fondamentale delle scuole. Invito la città a partecipare al Festival del Dialogo per trovare nuovi stimoli”.

“L'Amministrazione Comunale – ha aggiunto l'assessore alla cultura, Alessandra Cannistrà – ha avviato il dialogo con l'Associazione ApertaMenteOrvieto, che si fa ponte tra la società civile e la politica, anche sul fronte della cultura e della storia della città. Ci sono anniversari importanti da celebrare ogni anno come quello di 'Orvieto Città Aperta'. E il dialogo serve a mantenere vivo il ruolo della cultura in una città come Orvieto che non è solo città d'arte, ma anche luogo che fa dei suoi appuntamenti un pretesto per dialogare di cultura e identità”.

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“Stiamo riscontrando molta apertura e collaborazione – ha detto il presidente dell'Associazione ApertaMenteOrvieto Erasmo Bracaletti – a testimonianza che l’esigenza di dialogo e il tema di questa edizione sono molto sentiti. La violenza di genere è un tema tremendamente attuale, la ricostruzione culturale di una società che deve costruire un’altra, deve interrogarsi su ciò che accade ogni giorno. Il festival si interroga sul femminile maschile a che punto siamo? Un tema sentito che vogliamo affrontare non come resa dei conti o scontro per avere ragione, ma come confronto per crescere.

Fa piacere la sensibilità con cui le scuole hanno risposto e ringrazio la dirigente Isabella Olimpieri. Venerdì mattina al Palazzo del Popolo ci saranno 250 bambini, ma la collaborazione non solo deve continuare ma si deve rafforzare, perché la violenza si sconfigge con un nuovo tipo di cultura. Il manifesto approvato dal Consiglio Comunale per ‘Orvieto Città del Dialogo’, è un bel segno ma c’è molto da seminare. C’è però un feeling di confronto e di interesse reciproco che è di stimolo per andare avanti. Ringrazio il Comune che ha concesso il patrocinio e l’uso del Palazzo dei Sette, la Fondazione CRO e gli sponsor che quest’anno sono aumentati. Segno che hanno creduto nel nostro progetto. Grazie anche a tutti coloro che hanno lavorato e stanno lavorando per il Festival del Dialogo, penso all’amico fumettista Walter Leoni, alla Scuola Comunale di Musica “Adriano Casasole”, le Associazioni ‘L’Albero di Antonia’, il ‘Filo di Eloisa’, 'L’Alveare' e a tutta la società locale che partecipa”.

“Il titolo della 4^ edizione del festival non fa riferimento solo alla violenza di genere, ma anche alle famiglie e agli stereotipi come quello dell’uomo forte – ha affermato la pedagogista Francesca Spadaccia, dell'AssociazioneApertaMenteOrvieto – vogliamo interrogarci su luoghi comuni per capire se chi esce dai binari diventa oggetto di violenza. E ancora, capire come è cambiata la violenza di genere verso comportamenti non conformi. Perché la differenza di genere, come tutto ciò che fa parte della identità della persona, se non inquadrata diventa oggetto di violenza? Sono solo alcuni stimoli di riflessione che insieme a Raffaele Iacarella, coordinatore del progetto educativo, nei prossimi giorni vogliamo suggerire ad una comune riflessione”.

“Sento l’esigenza di voler contribuire alla mia città, realizzando quello che faccio di professione – ha detto Walter Leoni, vignettista satirico per testate nazionali – lo scorso ho proposto un fumetto ambientale nelle scuole, quest’anno partecipo con alcune vignette ed illustrazioni che mostrano il dialogo tra maschile e femminile, a partire dai fatti di cronaca”.

“L’approccio con l’associazione ‘ApertaMenteOrvieto’ è stato interessante, mi hanno coinvolto le loro idee di come porsi sul territorio che mi ha accolto – ha detto l’artista Anna Appolloni che nell’ambito del Festival del Dialogo allestirà una mostra di pittura, scultura e fotografia- da sociologa credo che ognuno si esprime secondo le proprie competenze, l’incontro di talenti in dialogo e la contaminazione fra arti produce un feedback. Trovando un filo conduttore, è possibile mettere insieme arti visive che hanno una forza comunicativa e aggregativa”.

“La Scuola in collaborazione con l’Associazione ‘L’Albero di Antonia sta lavorando da anni su questi temi, con progetti per le pari opportunità che hanno ottenuto finanziamenti – ha dichiarato Isabella Olimpieri, dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo Orvieto-Montecchio - l’obiettivo è quello di andare oltre acquisizione del sapere con un’ottica inclusiva, per creare la cittadinanza attiva. L’uomo di domani dovrà essere ben strutturato per curare una civiltà migliore”.

“Qualunque iniziativa che si dichiara ‘apertamente’ in una città rissosa come la nostra fa bene - ha chiosato il giornalista Guido Barlozzetti – nel senso che va letta come stimolo e giusta provocazione, da declinare in una disposizione aperta che riguarda la socialità, più le ramificazioni riescono a intrecciarsi con le esperienze che in questa città ci sono. Io la frequento per strappi, ma Orvieto è dissociata: sotto la rupe 15 mila persone, sulla rupe 5 mila, il centro storico va apertamente affrontato per recuperare un rapporto con l’esterno di sé. Orvieto esiste in funzione di quello che. È intorno e viceversa.

Anche le sedi del festival porrebbero contribuire a far dialogare le parti. C’è poi il tema dell’identità, piccolo filo che sta nella storia. Freud venne ad Orvieto e rimase stravolto dal Finimondo di Luca Signorelli. E’ bene ricordare alla città che Freud è passato e non per caso, ma ne parleremo meglio ad aprile…” il riferimento è allo spettacolo Il caso Signor-elli – Indagine sul mistero di Freud e il Giudizio Universale di Luca scritto, diretto e interpretato dallo stesso Guido Barlozzetti, uno spettacolo-racconto sull’incontro “eccezionale” tra Luca Signorelli e Freud, che fu profondamente turbato dai dipinti dell’artista nella Cappella Nova del Duomo, che la primavera prossima debutterà in prima nazionale al Teatro Mancinelli nell’ambito della stagione teatrale 2017/2018.

 

 

 

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