Siete qui:

  1. Home
  2. > In città
  3. > "Invito a Palazzo"....
in orvieto

"Invito a Palazzo". Arte e storia nelle banche e nelle fondazioni di origine bancaria

Array

Custodi di una bellezza sottochiave al pari di certi tesori economici, i palazzi di banche e fondazioni di origine bancaria d'Italia tornano ad aprire le porte delle rispettive sedi storiche e degli edifici più recenti commissionati alle cosiddette "archistar" contemporanee. La formula, ormai rodata, si rinnova per il 17esimo anno in circa 100 palazzi di 50 città con il patrocinio del MIBAC, in virtù della collaborazione tra ABI ed ACRI.

Dietro agli acronimi si nascondono rispettivamente Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Associazione Bancaria Italiana ed Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa. Insieme, sabato 6 ottobre, dalle 10 alle 19 per "Invito a Palazzo", l'evento che si affianca alle iniziative dell'Anno Europeo del Patrimonio Culturale e che offre l'opportunità di visitare palazzi generalmente chiusi perché sedi di lavoro.

L’ingresso è libero e, in più di un'occasione, arricchito da mostre, laboratori e concerti. I visitatori saranno accompagnati da guide specializzate e/o studenti delle scuole superiori. Per il sesto anno consecutivo, il concorso "Un'immagine per Invito a Palazzo" ha individuato il segno grafico che identifica la manifestazione, selezionando il lavoro di studenti delle Accademie di Belle Arti e degli Istituti di Design.

Sulla Rupe aderisce anche quest'anno la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto che aprirà al pubblico le porte di Palazzo Coelli, l'immobile al civico 3 di Piazza Febei che mutua il nome dalla prima illustre famiglia che lo abitava già nel 1580. La paternità, la deve a Ippolito Scalza o alla sua scuola. Gli ultimi interventi sarebbero, invece, opera degli allievi di Simone Mosca.

Proprietà, nel tempo, anche di altre importanti famiglie orvietane come i Febei, i Lazzarini, i Cialfi e, per ultimi, i Fumi, il palazzo è stato acquistato nel 2000 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto ed è stato oggetto, nel 2004, di un raffinato restauro e, nel 2008, di un ampliamento con la creazione di una moderna e funzionale Sala Convegni.

I locali museali ospitano attualmente i dipinti di Umberto Prencipe, Gino Frittelli e Ilario Ciaurro, nonché le sculture bronzee di Paolo Pollidori. Nel capoluogo dell'Umbria sorge, invece, Palazzo Graziani, dimora gentilizia affacciata lungo Corso Vannuci, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che nel Salone di Rappresentanza conserva pregevoli dipinti che celebrano le fasi salienti della storia umbra e che, nell'occasione, dona libri e volumi pregiati.

A Terni, invece, Palazzo Montani Leoni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni reclama attenzione in chi transita lungo Corso Tacito. Al Piano Nobile, la parte più significativa della Raccolta d'Arte e l'Archivio Storico del Monte di Pietà e delle antiche Confraternite di Terni. E fino a domenica 14 ottobre, la mostra di Carlo Quaglia "Dall'India alla Scuola Romana. Opere 1940-1970".

Sconfinando nel Lazio, a Viterbo, porte aperte a Palazzo Brugiotti. Proprietaria di un'ampia porzione dell'edificio, compresi i locali che ospitano il Museo della Ceramica della Tuscia, è la Fondazione Carivit. L'edificio, costruito nel 1573 per volere del Cardinale Alessandro Farnese, è ubicato al civico 67 di Via Cavour, in pieno centro storico, a pochi passi dal Quartiere di San Pellegrino. Per le visite, 25 persone a gruppo.

Per ulteriori informazioni:
0763.393835 – segreteria@fondazione.cariorvieto.it 
www.fondazionecassarisparmiorvieto.it

menù