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Il Duomo e il miracolo di Bolsena

Il CorporaleA quanto popolarmente si racconta, il Duomo di Orvieto fu edificato per celebrare un evento fondamentale per tutta la Cristianità: il miracolo di Bolsena del 1263. Come narra una sacra rappresentazione della prima metà del XIV secolo e la conseguente tradizione popolare, nell'estate del 1263 un prete boemo, tormentato dal dubbio circa la presenza del corpo e del sangue di Cristo nell'ostia consacrata, si recò in pellegrinaggio a Roma per rafforzare la sua fede. Sulla via del ritorno, fermatosi a Bolsena per celebrare la messa sull'altare della Basilica di Santa Cristina, al momento della consacrazione vide stillare dall'ostia spezzata alcune gocce di sangue, che bagnarono il panno di lino usato nelle funzioni, il Corporale. Appresa la notizia del prodigio, il papa Urbano IV, che dal 1262 risiedeva a Orvieto, inviò a Bolsena il vescovo della città per condurre nella Chiesa di Santa Maria la reliquia del sacro lino che, accolta dal pontefice sul ponte di Rio Chiaro, fu accompagnata fino alla meta da una solenne processione. La cattedrale allora esistente sembrò alla cittadinanza orvietana troppo modesta per custodire una reliquia così preziosa, tanto che si decise di edificare un nuovo edificio religioso, adeguato a un così grande miracolo quanto a splendore e magnificenza.

Accanto a questa tradizione, è fatto storico comprovato che la vecchia Chiesa episcopale di Santa Maria Prisca era talmente mal ridotta che le cerimonie più importanti dovevano essere tenute in altri luoghi di culto; e che l'11 agosto 1264 il papa Urbano IV promulgava la bolla "Transitrurus de hoc mundo", con la quale, anche per porre un fronte al pullulare di eresie, istituiva ed estendeva a tutto il mondo cattolico la Festa del Corpus Domini. La città di Orvieto viveva in quegli anni una fiorente ascesa civile ed economica, la vita religiosa un grande fervore, al quale non erano estranei il miracolo di Bolsena e la Bolla "Transiturus". Era dunque concordemente sentita la necessità di una nuova cattedrale, compito che Francesco Monaldeschi, vescovo di Orvieto dal 1279 al 1295, si assunse in prima persona: interpretando la volontà generale, ipotizzò una costruzione bella e grandiosa, che prevedeva l'abbattimento della Chiesa episcopale di Santa Maria e della Chiesa parrocchiale di San Costanzo.

In ogni caso, anche se più leggenda che storia, il tradizionale legame tra il Duomo e il miracolo di Bolsena è stato sempre vivo nella devozione cittadina, talvolta condiviso anche da storici e studiosi, come ad esempio Luigi Fumi. Finché papa Giovanni Paolo II, nell'omelia pronunciata dal Duomo di Orvieto il 17 giugno 1990, giorno del Corpus Domini, cercò di fare chiarezza sulla questione, affermando che: "anche se la sua costruzione [del Duomo] non è collegata direttamente alla solennità del Corpus Domini, istituita dal papa Urbano IV con la Bolla 'Transiturus' nel 1264, né al miracolo avvenuto a Bolsena l'anno precedente, è però indubbio che il mistero eucaristico è qui potentemente evocato dal corporale di Bolsena, per il quale venne appositamente fabbricata la cappella che ora lo custodisce gelosamente".

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