Siete qui:

  1. Home
  2. > Scegli
  3. > Il Duomo di Orvieto
  4. > Le porte di Emilio Greco
in orvieto
testo breve
photogallery

Le porte di Emilio Greco

Le porte di Emilio GrecoL'ultimo consistente intervento nella Fabbrica del Duomo di Orvieto ha riguardato, negli anni tra il 1962 e il 1970, la sostituzione delle porte lignee della facciata con le attuali in bronzo, realizzate da Emilio Greco. L'Opera del Duomo affidava allo scultore siciliano l'incarico di eseguire le nuove porte per la cattedrale di Orvieto nel 1962. L'artista, nato a Catania nel 1913, ricopriva all'epoca la cattedra di Scultura all'Accademia di Belle Arti di Napoli ed era uno scultore già affermato, noto per opere di fama come il Monumento a Pinocchio di Collodi e per varie mostre allestite in Italia e all'estero e, proprio negli anni di attività per la cattedrale orvietana, l'incarico per il Monumento a papa Giovanni XXIII destinato alla basilica vaticana.

Dopo l'approvazione dei bozzetti da parte della commissione incaricata, Emilio Greco consegnò le monumentali ante bronzee nel 1964: erano state fuse presso la "Fonderia d'arte Cav. Renzo Michelucci" di Pistoia, mentre alla realizzazione delle armature d'acciaio per l'incardinamento provvide la stimata ditta orvietana di Fernando Tenerelli. Le porte arrivavano in città l'8 agosto del 1964 e furono depositate all'interno della cattedrale, dove papa Paolo VI, in visita pastorale a Orvieto, poté visionarle ed esprimere il suo apprezzamento.

Occorsero tuttavia ben sei anni perché l'opera potesse trovare la collocazione stabilita, in quanto si era nel frattempo scatenata, a livello nazionale, una violenta bagarre sull'opportunità o meno della sostituzione delle porte del Duomo. Senza esclusione di colpi, si raffrontavano e si schieravano, come sostenitori o denigratori, eccelse personalità del mondo della cultura e dell'arte. La polemica esulava, in realtà, dal giudizio estetico sull'opera realizzata da Emilio Greco, e si basava piuttosto sulla conservazione e sul rispetto del ciclo storico del monumento: si discuteva, fondamentalmente, su come e quando il ciclo dovesse considerarsi chiuso e completo, tanto da dover escludere aggiunte o interferenze. E la connotazione politica ben presto assunta dai due fronti opposti costituì una complicazione ulteriore, fin quando non intervenne un decreto ministeriale a sbloccare la questione. Così, all'alba dell'11 agosto 1970, dopo una notte di lavorazioni preliminari, le porte bronzee di Emilio Greco furono finalmente incardinate nei fornici originari. Delle tre porte, le due laterali sono dedicate alla figura angelica, quella centrale al soggetto, a lungo studiato dall'artista, delle Opere di Misericordia.

Al di là della querelle sulle nuove porte del Duomo, e forse proprio in virtù della lunga e sofferta vicenda, tra Emilio Greco e la città di Orvieto si stabilì un profondo legame, e fu per questo che l'artista volle donare alla città la maggiore collezione delle sue opere, perché venissero esposte, all'interno di Palazzo Soliano, accanto a quella cattedrale per la quale aveva appassionatamente lavorato. Il 26 settembre 2008, in occasione dell'inaugurazione del nuovo percorso espositivo del MODO, di cui la Sala Emilio Greco è parte, Antonella Greco, figlia del Maestro, ha depositato nel Museo dell'Opera un bozzetto di studio in bronzo delle porte del Duomo realizzato dal padre nel 1962, che è stato collocato all'ingresso del Museo a lui dedicato. Il bozzetto, fino ad allora depositato negli archivi "Emilio Greco" di Roma, è stato così ricongiunto agli studi grafici delle porte Del Duomo di Orvieto già donati dall'artista.

menù