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Da Orvieto a Civita di Bagnoregio

Vigneti, oliveti, tufo e argilla

Verso Civita di BagnoregioL'area geografica oggi interessata dai confini amministrativi di tre regioni – Umbria, Lazio e Toscana – nell'antichità era in realtà un'area omogenea, cuore pulsante dell'Etruria. Elemento di unione di queste terre, oltre alle vicende storiche e di governo del territorio, è prima di tutto la sua origine naturale: nelle zone di valle e bassa collina la presenza di argille plioceniche risalenti a oltre 2 milioni di anni fa; salendo di quota le arenarie e, più sopra, le rocce vulcaniche, tra cui tufo e basalto, più o meno friabili o compatte, risultato di numerose e violente eruzioni dell'apparato vulcanico vulsino intorno a 400 mila anni fa. La struttura e la composizione chimica di suoli siffatti, e le morbide pendenze della media collina, hanno reso nei secoli le coltivazioni agevoli e redditizie, soprattutto quelle della vite e dell'ulivo. Il paesaggio che ne deriva è piacevole, popolato e, a seconda delle stagioni, anche... profumato! Attraverso un tortuoso itinerario con partenza da Orvieto, attraversando campi coltivati e agglomerati rurali, è possibile oltrepassare il confine tra l'Umbria e il Lazio e giungere alla Valle dei Calanchi di Civita di Bagnoregio.

Da Piazza Cahen, tenendo di fronte la stazione della funicolare, prendete sulla vostra destra una discesa che lambisce le mura della Rocca Albornoz. Già in partenza potrete riempire la vostra borraccia presso una tipica fontana in pietra basaltica. Continuate a scendere e, poco fuori dalle mura, svoltate a destra. Tenete, sempre in discesa, il viottolo principale; sopra le vostre teste l'imponente rupe di tufo. Dopo circa 900 m arriverete a incrociare a fondo valle una via asfaltata dal curioso nome: Strada Comunale Corta Stazione. Girate a destra e proseguite sul ciglio della strada per 200 m circa. Di fronte a voi l'Abbazia dei Santi Severo e Martirio, notevole complesso monastico di origine alto medievale, oggi lussuosa struttura ricettiva. All'incrocio svoltate a sinistra in salita per la S.P. 111 dell'Abbadia, direzione Porano. Dopo aver percorso circa 1,5 km caratterizzati da una serie di tornanti, prima che la via ricominci a salire una strada sterrata sulla vostra sinistra vi condurrà in località La Cacciata. Vi inoltrerete così in piena campagna e, dopo aver percorso poco più di 2 km, giungerete all'abitato di Canale Vecchio. Poco più avanti sulla vostra a destra, terminate le abitazioni, passerete sopra un piccolo ponte di colore giallo e, subito dopo, una breve salita, sempre sulla destra, vi condurrà alla frazione di Canale Nuovo. Vi ritroverete al centro del piccolo borgo, dove un fontanile vi consentirà di riempire di nuovo la vostra borraccia. Siete praticamente a metà dell'itinerario, e se il pranzo al sacco ve lo siete dimenticato... no problem! Alcuni negozi nella piazza principale (bar, alimentari, macelleria) potranno sopperire alla vostra mancanza.

Una volta riposati, uscite dalla piazza e prendete sulla destra la S.P. Bagnorese, percorrendola per poco più di 1 km. Ovunque il vostro sguardo arrivi, vigneti e oliveti caratterizzeranno l'ambiente circostante, unitamente ad aziende vitivinicole e a casali tipici ben ristrutturati. Attenzione! sulla vostra destra troverete un'indicazione dal nome inconfondibile: Il Botto. È proprio qui che dovete girare e, una volta imboccata la via, dopo circa 50 m svoltate a destra e...evviva, è terminata la strada asfaltata! D'ora in avanti un largo stradone sterrato attraverserà per circa 4 km la campagna di un'altra località, Le Macchie; i campi coltivati si alterneranno pian piano a boschi cedui, prevalentemente di Cerro, Roverella e Castagno. Magicamente, senza che ve ne accorgiate, vi ritroverete nel Lazio, nei pressi del paese di Lubriano, un piccolo comune di 941 abitanti ricco di storia e tradizioni, oggi rivalutate grazie al civico Museo Naturalistico e al relativo percorso escursionistico. A Lubriano, dal belvedere della Chiesa della Madonna del Poggio, di fronte a voi il paesaggio lunare della Valle dei Calanchi e un'insolita e ampia visuale di Civita di Bagnoregio. Imboccate l'itinerario museale seguendo le indicazioni all'inizio del centro storico del paese, e ancora un bel fontanile/lavatoio vi consentirà di rinfrescarvi. Proseguite la discesa per circa 900 m fino a fondo valle; arrivati al fosso girate a destra, costeggiatelo e al guado saltate dall'altra parte. Ancora un piccolo sforzo: dopo 30 m prendete la via sulla sinistra, un'ultima salita di 400 m circa attraverserà un bellissimo castagneto da frutto abbandonato e poi un tunnel di origine etrusca. Finalmente siete arrivati a Civita di Bagnoregio.

Per tornare a Orvieto è possibile utilizzare i mezzi pubblici del COTRAL, capolinea presso Piazzale Battaglini a Bagnoregio. È consigliata la consultazione preventiva degli orari su www.cotralspa.it

Itinerario 9

DURATA DEL PERCORSO: 7 ore circa soste incluse

LUNGHEZZA DEL PERCORSO: 15 km circa

GRADO DI DIFFICOLTÀ: E (escursionistico) (Scala CAI)

MODALITÀ: a piedi; in mountain bike; a cavallo

VELOCITÀ DI PERCORRENZA: 2 km/h circa

ABBIGLIAMENTO e ATTREZZATURA CONSIGLIATA: scarpe comode con suola antiscivolo o da trekking, borraccia, macchina fotografica, binocolo

ACCESSIBILITÀ: agevole in genere

ACCESSO: Piazza Cahen (Orvieto)

VISITE GUIDATE: Associazione Acqua, guide escursionistiche e turistiche
Cell. 328 5430394 - 333 2219879 - 339 7240074
associazioneacqua@libero.it

ALTRI SITI D'INTERESSE o di SERVIZIO RAGGIUNGIBILI DALL'ITINERARIO 9: Fortezza dell'Albornoz, Abbazia dei Santi Severo e Martirio, Fattoria La Cacciata, Cantina Custodi

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