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Museo dell’

Opera del Duomo

Non si può programmare un soggiorno sia pur breve a Orvieto senza visitare il Museo dell’Opera del Duomo che, comunemente chiamato MODO, custodisce capolavori davvero imperdibili in quattro sedi distinte: tre concentrate sulla magnifica e battuta Piazza del Duomo e l’ultima, non meno affascinante, decentrata nel cuore del quartiere medievale nell’ex Chiesa di Sant’Agostino. E se la scelta può sembrare insolita – ma siamo a Orvieto, tutto è semplice e le distanze sono minime – sarete ripagati, percorrendo il centro storico verso il quartiere di San Giovenale, non solo dall’armoniosa e tranquilla atmosfera cittadina, ma dai rari capolavori che la sede di Sant’Agostino racchiude. Non è raro che ci si limiti a visitare, del circuito, solo la celebre Cappella di San Brizio in Duomo affrescata da Luca Signorelli, tutt’al più con una celere occhiata ai vicini Palazzi Papali e al Palazzo Soliano.

Vi raccomandiamo di compiere invece, senza fretta, l’intero giro. Perché se il Duomo e gli affreschi di Signorelli rappresentano lo stupendo fulcro di questo sistema museale, le grandi statue manieriste di Sant’Agostino ne completano mirabilmente lo stupore. Ulteriore appendice del circuito può essere considerata la Torre di Maurizio che, aperta recentemente, fa capo alla gestione complessiva del MODO.

MUSEO M.O.D.O

MUSEO OPERA DEL DUOMO
MUSEO EMILIO GRECO
PALAZZI PAPALI
SOTTERRANEI DEL DUOMO
LIBRERIA ALBERI
TORRE DI MAURIZIO
Piazza Duomo Tel. e Fax 0763 343592
biglietteria@operadelduomo.it
www.museomodo.it

EX CHIESA DI S. AGOSTINO
Piazza S. Giovenale
Tel. 0763/344445

Orari
Novembre / Febbraio (chiuso martedì) 10.00 – 13.00 / 14.00 – 17.00
Aprile / Settembre 9.30 – 19.00
Ottobre e Marzo (chiuso martedì) 10.00 – 17.00

Biglietti
Duomo più Cappella di San Brizio € 3,00
Musei € 4,00
Duomo più Cappella di S. Brizio più Musei € 5,00

Ingressi gratuiti
Diversamente abili con accompagnatore, insegnanti e accompagnatori, giornalisti con tessera
Residenti nei comuni della diocesi di Orvieto-Todi

La visita al sistema museale del MODO ripercorre la storia della città di Orvieto e del suo Duomo tramite le preziose collezioni artistiche che la Fabbriceria conserva da più di otto secoli, con l’obiettivo di rendere fruibile la magnificenza delle opere accessorie che, intorno alla Cattedrale, sono fiorite dal Medio Evo alla contemporaneità, rappresentata dalle porte in bronzo di Emilio Greco.

Potete cominciare il vostro itinerario da una qualunque delle sedi del MODO, dove è possibile fare il biglietto per l’intero circuito, anche se il percorso consigliato inizia da Palazzo Soliano, con la moderna collezione del Museo Emilio Greco. Sculture, medaglie, bassorilievi, dal “Lottatore” esposto a Londra in occasione delle Olimpiadi del 1948, al famoso calco in gesso del monumento a Papa Giovanni XXIII, alle affascinanti e misteriose figure muliebri: opere donate dall’artista alla città di Orvieto, a cui era particolarmente legato per aver scolpito nel 1964 le nuove porte bronzee del Duomo. All’interno del Museo Emilio Greco non è raro trovare rassegne periodiche di arte contemporanea o altre iniziative culturali contrassegnate dal logo AltroMODO.

Potete poi proseguire con la visita del Duomo e, al suo interno, della mirabile Cappella della Madonna di San Brizio, aggiunta al fianco destro della Cattedrale tra il 1406 e il 1444. Fu il frate domenicano Beato Angelico ad iniziarne gli affreschi nel 1447, ma già alla fine dell’estate di quello stesso anno l’artista sospese i lavori. L’opera fu ripresa e portata grandiosamente a termine dal cortonese Luca Signorelli, chiamato a completare la maggior parte della decorazione nel 1499. Presero allora forma, nei lunettoni della Cappella, le mirabili scene del ciclo di affreschi del Giudizio Universale, grandioso capolavoro che segna e precorre l’arte del Rinascimento. Le vaste e drammatiche scene di angeli, diavoli, dannati e beati, la singolare anatomia dei corpi, la forte espressività dei volti e delle figure non mancheranno di colpire il vostro immaginario.

La visita al sistema museale del MODO ripercorre
la storia della città di Orvieto e del suo Duomo
tramite le preziose collezioni artistiche
che la Fabbriceria conserva da più di otto secoli

Usciti dal Duomo recatevi, alla ricerca di nuove e diverse emozioni, nel vicino complesso architettonico dei Palazzi Papali. Costruiti in epoca medievale per accogliere i Pontefici Urbano IV Pantaléon, Gregorio X Visconti e Martino IV de Brie, gli edifici ospitano le collezioni permanenti del MODO, distribuite su due diversi piani e in varie sale. Al piano terra, nella Galleria degli Affreschi, troverete interessanti frammenti del XIV e XV secolo riconducibili alla grande officina di artisti formatisi presso il cantiere del Duomo sotto la guida di Ugolino di Prete Ilario, o a pittori orvietani che negli ultimi decenni del Trecento operarono in varie zone dell’Italia centrale. Una volta salito lo scalone, nella sala d’ingresso del primo piano a stupirvi per la sua armonia e la sua bellezza sarà lo splendido gruppo scultoreo della Maestà.

Collocata sul portale maggiore del Duomo di Orvieto intorno al 1329 come simbolo del titolo della cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, l’opera si presenta di sublime qualità. Il soave volto della Vergine e le dolci e pacate fattezze degli angeli, l’interazione di chiaroscuro tra il candore del marmo e il bronzo, sono ulteriormente esaltati dalle semplici, armoniose forme gotiche della sala, in cui il gruppo scultoreo è collocato in solitudine perché se ne possa apprezzare tutto il composto pathos. L’opera fu rimossa dalla facciata del Duomo a causa del suo stato di degrado nel 1983 e, dopo un accorto intervento di restauro, è stata musealizzata, mentre sulla facciata è stata ricollocata una copia.

Dalla Sala della Maestà passerete alle cosiddette Stanze delle Meraviglie, che raccolgono in progressione cronologica sculture, dipinti e manufatti delle varie arti decorative, dal Duecento alla prima metà del Seicento: opere di grande valore, che testimoniano, per la città di Orvieto, una dimensione storica di centro artistico e culturale di primo piano. Per il periodo medievale vi segnaliamo, tra le opere di oreficeria, il Reliquario del cranio di San Savino, di Ugolino di Vieri e Viva di Lando, per l’ebanisteria un magnifico leggio attribuito a maestri senesi e, per la scultura, le numerose e raffinate immagini di Madonne attribuite a nomi o scuole del calibro di Andrea, Nino, Nicola e Tommaso Pisano.

Soffermatevi sulla grande Madonna in trono con bambino attribuita al fiorentino Coppo di Marcovaldo che, proveniente dalla Chiesa dei Servi di Maria, testimonia l’espansione dell’Ordine servita a Orvieto tra il 1265 e il 1270; e su due raffinatissime opere di Simone Martini: una Madonna con Bambino e angeli (1322/1324 circa) e lo straordinario polittico della Madonna con il Bambino e i santi Maria Maddalena, Domenico, Pietro e Paolo (1320-1321). Proveniente dalla Chiesa di San Domenico, opera di straordinario valore che da sola vale bene una visita al MODO, conserva cinque delle sette ante originarie ed è firmato dall’artista alla base del pannello centrale.

Lungo il percorso delle Meraviglie, non mancherà di attrarre la vostra attenzione una raffinata Maddalena cinquecentesca di Luca Signorelli, raffigurata con le sembianze di un’autorevole e pensosa dama abbigliata alla maniera rinascimentale. L’opera gli fu commissionata poco dopo la promozione della Maddalena a protettrice della città, quando alla Santa venne dedicato un altare all’interno della Cappella Nova; il dipinto venne rimosso nel 1653, in occasione della costruzione di una cantoria, e la cappellina della Maddalena fu ricostruita in forma barocca tra il 1723 e il 1724. Una curiosità da verificare se vi recate al Louvre: nel museo parigino si conserva un disegno preparatorio che mostra alcune varianti rispetto al dipinto di Orvieto.

Di notevole interesse anche le grandi tavole del Pomarancio, di Girolamo Muziano e dell’orvietano Cesare Nebbia, eseguite tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento. Provenienti dal Duomo, le maestose tele del Nebbia, prime opere da lui realizzate come pittore indipendente per la Cattedrale della sua città, facevano parte del grande tabernacolo sacramentale in legno dorato disegnato da Raffaello da Montelupo nel febbraio 1558 e scolpito da Ippolito Scalza entro il 1560, uno dei primi dopo la Riforma tridentina. Dopo l’impatto emotivo con le grandi tavole manieriste, il complesso dei Palazzi Papali termina con la Sala delle Sinopie, che raccoglie i dipinti preparatori per gli affreschi della Cappella del Corporale in Duomo, distaccati in occasione dei restauri eseguiti tra il 1975 e il 1980. Nel contesto, sono stati inseriti e restituiti alla fruizione altri materiali artistici che negli ultimi anni sono stati oggetto di interventi di restauro grazie alla collaborazione e al supporto tecnico dell’Istituto Centrale per il Restauro e al contributo continuativo della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, partner determinanti per l’Opera del Duomo nel continuo impegno di conservazione e restituzione di numerosi capolavori ancora presenti nei magazzini del Museo.

Ulteriore sede del MODO, aperta al pubblico nell’aprile 2012 in occasione della mostra “Luca Signorelli, de ingegno et spirto pelegrino”, è la stupenda Libreria Albèri, a cui si accede dai Palazzi Papali. Questo suggestivo ambiente, strettamente connesso alla Cattedrale, fu edificato nel 1499 per accogliere la biblioteca del potente vescovo Antonio Albèri (1423 ca – 1505), già arcidiacono del Duomo e precettore del futuro papa Pio III Piccolomini.

Con una piacevole passeggiata attraverso le strade, le piazze e i tesori artistici del centro storico, il percorso del MODO raggiunge infine la Chiesa di Sant’Agostino in Piazza San Giovenale. Attualmente accoglie le grandi statue manieriste degli Apostoli e dei Santi protettori e lo splendido gruppo dell’Annunciazione di Francesco Mochi. Le sculture, originariamente collocate nella tribuna e nella navata centrale della Cattedrale, da cui furono rimosse durante l’epoca del rigorismo purista ottocentesco, dopo essere state per molti anni nei magazzini del MODO, sono tornate a riproporre il loro splendore, nell’intento di promuoverne la riscoperta e nuovi interessi di studio.

La visita al sistema museale del MODO ripercorre la storia della città di Orvieto e del suo Duomo tramite le preziose collezioni artistiche che la Fabbriceria conserva da più di otto secoli, con l’obiettivo di rendere fruibile la magnificenza delle opere accessorie che, intorno alla Cattedrale, sono fiorite dal Medio Evo alla contemporaneità.

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