Non è un centro visite, non è un evoluto centro informazioni. E’ un centro di orientamento ai beni storici, architettonici, enogastronomici, paesaggistici, archeologici della città di Orvieto e del suo territorio, è il punto di riferimento per il museo diffuso che Orvieto rappresenta. E’ “orvietoVIE, museo diffuso” inaugurato a Palazzo Simoncelli in Piazza del Popolo.

Tre sale come antiche botteghe di vascellari, con un tavolo-nastro che segue il perimetro delle pareti sul cui piano si alternano splendide formelle di ceramica decorate nello stile orvietano, schermi interattivi ad alta definizione, tablet e prese audio plurilingue. Sul lato di sinistra, eleganti teche consentono un intrattenimento ludico ed esibiscono alcune opere dei maestri ceramisti di ieri e in attività. Alle sale si accede attraversando lo spazio destinato ad un “info point”, decorato con una grande (e utile) mappa e fornito di arredi funzionali alla collocazione di materiali promozionali.

Appena sopra, un “social point”, uno spazio di incontro e “relax” ricavato nel mezzanino, arredato con una “panchina parlante” dotata di tablet per l’interazione dei visitatori con il mondo dei “social network”. Altre “panchine e totem parlanti” sono collocate nei punti più intensamente frequentati di Orvieto quali avamposti degli ambienti immersivi. A complemento dell’esperienza di visita, una app scaricabile (gratuitamente) da usare anche come audioguida e come mezzo di condivisione ed un sito internet (www.orvietovie.it). Una sintesi di argilla, silicio e visioni per orientare il visitatore in quel palinsesto di storie, monumenti e suggestioni che è la città di Orvieto.

La struttura, realizzata dal Comune di Orvieto con il contributo finanziario della Regione Umbria e della Provincia di Terni, occupa gli spazi del piano terra di Palazzo Simoncelli, nella centralissima Piazza del Popolo, sede del costituendo Centro di Documentazione, Ricerca e Sperimentazione della Ceramica. “orvietoVIE, museo diffuso” sviluppa una suggestiva e completa narrazione della città con il linguaggio delle immagini, lasciando che a dar forma al racconto siano le metafore legate al passato e al presente della ceramica e alle diverse fasi della sua lavorazione. Lo scopo, come già accennato, è orientare il visitatore alla scoperta e alla ricerca dei nuclei identitari di Orvieto – l’archeologia, la singolare geologia, l’arte e l’architettura, l’enogastronomia, il paesaggio, il mondo sotterraneo – in maniera emozionale, sintetica e, al tempo, rigorosa.

La prima sala – “la città di sopra” – presenta i temi della storia, dell’architettura e dell’enogastronomia e produzioni agroalimentari. La seconda sala – “la città di sotto” – racconta la città più misteriosa e propone itinerari inconsueti e di grande suggestione: i paesaggi della rupe, le archeologie e l’inesplicabile labirinto sotterraneo di pozzi, grotte e cunicoli. L’ultima sala, dotata di un grande schermo, offre una sintesi di tutto ciò che si è visto in precedenza, allo scopo di offrire al visitatore il “meglio di Orvieto”. La fruizione dei contenuti è di tipo “nomade”: non ci sono percorsi ordinati secondo rigide sequenze. Ciascuna postazione multimediale invita alla scoperta di un’identità, di un carattere, che può diventare parte del tutto oppure di una esperienza di visita individualizzata, a misura degli interessi dell’utente. È tuttavia possibile una visione di gruppo su temi specifici con l’ausilio della diffusione dei contenuti audio nelle sale anziché nelle cuffie.