La Chiesa di San Domenico e il “Doctor Angelicus” San Tommaso d’Aquino

 

La Chiesa di San Domenico e il "Doctor Angelicus" San Tommaso d'Aquino

Da “bue muto“, grasso e poco loquace, a “Doctor Angelicus“, uno dei principali pilastri teologici della Chiesa Cattolica che lo considera tale dal 1567. Alla figura duecentesca di San Tommaso d’Aquino, frate domenicano esponente della Scolastica, prima ancora che filosofo e teologo è strettamente legata un’urgenza storica artistica orvietana come la Chiesa di San Domenico.

Domenica 27 gennaio a partire dalle 15 grazie all’Associazione “Pietre Vive” d’intesa con la Diocesi di Orvieto-Todi e con il contributo dell’8xmille alla Chiesa Cattolica si terrà la lectio magistralis di padre Vincenzo Benetollo, presidente della Società Internazionale San Tommaso d’Aquino, che si occupa di promuovere la conoscenza del suo pensiero.

A seguire gli interventi dell’avvocato Aurora Cantini, autrice del libro “San Tommaso d’Aquino ad Orvieto. Profili laici e spirituali del Dottore Angelico all’ombra della Città del Tufo” (LibroSì Edizioni, 2014) e di alcuni esponenti del clero diocesano, con l’intento di approfondire l’importanza della presenza sulla Rupe, considerata patria del santo, punto di raccordo fra la cristianità e la filosofia classica, dal 1261 al 1265.

Il pomeriggio sarà arricchito anche da intermezzi di reading teatrale a cura dell’attore Andrea Brugnera. Protagonista indiscussa, la sede dell’evento. Ovvero la Chiesa di San Domenico, grandiosa costruzione a tre navate iniziata a costruire nel 1233 e in parte abbattuta nel 1932 è tra le prime erette in Italia dall’Ordine dei Domenicani.

L’opera più nota qui custodita è il Monumento Funebre al Cardinale Guglielmo de Braye, realizzato da Arnolfo di Cambio tra il 1283 e il 1285. Meno nota ma non meno importante, la Cappella Petrucci, ottagonale e ipogea, caratterizzata dall’interessante pavimento maiolicato del XVI secolo. I dettagli saranno approfonditi dall’architetto Raffaele Davanzo (Istituto Storico Artistico Orvietano) e dalla dottoressa Barbara Magnabene.

Quest’ultima è una dei circa 30 volontari dell’Associazione “Pietre Vive”, veri e propri “custodi del passato” operativi ormai dal 2005 che nel corso dell’anno appena entrato saranno impegnati in un fitto elenco di attività, a partire dall’iniziativa  “L’Aquinate, la Civitas Eucharistica Supra Montem Posita. La Chiesa di San Domenico in Orvieto e il ‘Doctore Evangelicus’, San Tommaso d’Aquino“.

Quanto San Tommaso fosse filosofo – anticipano – è evidente nella ‘Summa contra Gentiles’, opera in cui cercò di convincere i non cristiani dell’esistenza di Dio e dell’immortalità dell’anima. Quanto, invece, fosse un grande teologo lo dimostrò nella ‘Summa Theologie’ dove considerò le virtù come salvaguardia della vita sociale e politica.

In quest’ultima portò in evidenza anche alcune riflessioni che sottintendevano una concezione artistica ben precisa, la cui eco può essere ravvisata nella chiarezza dell’architettura dell’ordine domenicano. ‘Belle, infatti, son dette quelle cose che viste destano piacere’. Il mondo delle arti figurative colse fin da subito le novità rappresentate dalla dottrina tomista del perfezionamento dell’uomo attraverso le virtù”.

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