Chiesa e Sotterranei

di Sant’Andrea

Nei sotterranei della Collegiata dei Santi Andrea e Bartolomeo, comunemente denominata dagli orvietani Chiesa di Sant’Andrea, probabilmente la più antica di Orvieto, è possibile effettuare una visita guidata con prenotazione che costituisce un interessante complemento del contatto con l’Orvieto ipogea. Sono proprio i sotterranei a testimoniare la remota datazione di questo luogo di culto che, soggetto a rimaneggiamenti fin nel recente 1900, quando fu trasformato il campanile, conserva nel sottosuolo un imperdibile palinsesto che va dal IX secolo a.C. al XII secolo, quando nel 1013 fu realizzata l’ancor oggi visibile Collegiata.

In uno spazio concentrato potrete attraversare, attraverso un appassionante racconto archeologico, quattro importanti fasi della storia della città, contrassegnate da tracce ben leggibili di diverse emergenze: il remoto abitato villanoviano, il foro della città etrusca, la basilica paleocristiana traslata da Bolsena dopo il trasferimento della sede vescovile a Orvieto (VI sec.), con i mirabili resti del pavimento originario a mosaico, la struttura ipogea della Collegiata.

La Chiesa di Sant’Andrea e San Bartolomeo

Edificata a lato del Palazzo Comunale, a definire lo spazio che da Piazza della Repubblica immette in Corso Cavour, la Chiesa di Sant’Andrea, il cui nome esteso è “Collegiata dei Santi Andrea e Bartolomeo”, costituisce il più antico luogo di culto cristiano di Orvieto, in quanto sorta nel VI secolo sulle rovine di un preesistente tempio etrusco nella zona del Foro.

Chiamata dagli orvietani semplicemente “Sant’Andrea”, costituisce da sempre un imprescindibile punto di riferimento per la vita cittadina. Se in passato, prima che sorgesse il Duomo, ebbe grande importanza nella vita religiosa e politica della città, altrettanto, in dimensioni sia pure meno magniloquenti, continua ad accadere oggi. Nel 1125, ad esempio, vi si adunarono i fautori della Chiesa per decidere di opporsi agli imperiali; nel 1216 Innocenzo III vi predicò la Crociata; nel 1217, per essere stato ucciso nel 1199 dagli eretici antipapali, vi fu canonizzato San Pietro Parenzo, primo Podestà di Orvieto.

Nel 1281, alla presenza di Carlo d’Angiò, vi fu incoronato Martino IV, che nello stesso anno vi tenne un Concistoro nel quale fu nominato cardinale Benedetto Caetani di Anagni, il futuro Bonifacio VIII; qui furono firmati atti di pace, appesi trofei di guerra, pubblicate divisioni di feudi. Oggi, più modestamente, vi vengono celebrate funzioni importanti ed esequie più o meno solenni, nei suoi pressi si discute di politica locale e nazionale e si intrecciano accordi politico-economici informali, sulle sue scale si siedono, come su quelle del Duomo, studenti e turisti. E da qui hanno inizio, il 14 agosto di ogni anno, le celebrazioni solenni in occasione della tradizionale Festa di Santa Maria Assunta, Patrona del Comune di Orvieto.

CHIESA DI S. ANDREA
SOTTERRANEI

Piazza della Repubblica

Visite su prenotazione
Chiamare 328 1911316

Orari
dal Lunedì al Sabato ore 9.00 – 17.00
Domenica ore 14.00 – 17.0

Costi
5 euro a persona

Le visite sono sospese durante gli eventi religiosi
Sono esclusi dal costo tutti i ragazzi da 0 a 18 anni, le guide ufficiali della Regione Umbria e tutte le categorie di disabili con accompagnatore gratuito.
I sotterranei della Collegiata sono visitabili con Archeologo dr. Francesco Pacelli.

www.discoveryorvieto.it

Dopo la fase paleocristiana, l’aspetto attuale della Collegiata comincia a definirsi tra l’XI e il XII secolo, quando, in contemporanea con lo sviluppo della città medievale, si provvede ad ampliare l’edificio nella parte absidale e a edificare il doppio transetto, sostenuto da grandi pilastri mistilinei sui quali poggiano archi a sesto acuto. È in questo periodo che la chiesa assume le linee architettoniche predominanti, riferibili a un pregevole esempio di arte romanica. Numerose sono, tuttavia, le le decorazioni e le trasformazioni successive, talvolta difficili da individuare a causa del restauro pressoché integrale operato tra il 1926 ed il 1930 da Gustavo Giovannoni.

La facciata a quattro spioventi, tripartita da lesene e con rosone centrale, è il risultato dell’intervento del XV secolo, quando nella parte centrale fu apposto l’elegante portale strombato in marmo rosso, opera di Vito di Marco da Siena su disegno di Maestro Vetrino, e, perché avesse maggiore risalto, fu incastonato nella fascia grigia in pietra basaltina. Le sculture della lunetta del portale, di Antonietta Paoli Pogliani, si devono invece al restauro novecentesco di Giovannoni, come pure la vetrata del rosone eseguita da Ilario Ciaurro, che realizzò anche le maioliche e le terrecotte per il portico creato sul fianco esterno. Al restauro di Giovannoni va attribuita inoltre l’attuale struttura della torre campanaria: a pianta dodecagonale come la torre della Badia dei SS. Martirio e Severo, con merli e tre ordini di bifore divise da colonnette di stile lombardo, aveva, in precedenza, l’aspetto di un vero campanile religioso, con un breve loggiato finale sormontato da un tetto a cupola con tanto di croce.

L’interno di Sant’Andrea, vasto e arioso, è a pianta basilicale, con tre imponenti navate separate da colonne monolitiche forse risalenti al secondo secolo, coronate da capitelli in stile classico. Il presbiterio, leggermente rialzato e con abside quadrangolare, conclude l’impianto. La copertura delle navate è a capriate lignee, mentre nella zona presbiteriale, ampliata e modificata con un intervento del Trecento, si notano slanciate volte a crociera. Il tetto fu ricostruito, dopo un crollo, agli inizi del Cinquecento. In questa mistica e suggestiva atmosfera, potrete scoprire testimonianze di ogni epoca: dal pulpito cosmatesco a un’edicola sepolcrale degli inizi del XIV secolo, da austeri affreschi trecenteschi a elaborate tele del XVI secolo, tra cui un’Annunciazione di Cesare Nebbia e due dipinti attribuiti al suo allievo Angelo Righi da Orvieto, fino a una Sacra Famiglia di Alessandro Franchi che risale al 1895. Se ne avete occasione, non mancate di ascoltare uno dei concerti gratuiti che risuonano frequentemente in questo spazio: l’acustica della Collegiata, infatti, è davvero straordinaria, e l’atmosfera d’insieme non potrà non regalarvi particolari emozioni.

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