La costruzione del nuovo, maestoso Duomo di Orvieto e della piazza che lo fronteggia impose il sacrificio di due edifici preesistenti, la Chiesa episcopale di Santa Maria e la Chiesa parrocchiale di San Costanzo. Le trattative con i canonici – dato che per la realizzazione dell’opera era previsto l’abbattimento non solo della chiesa, ma del chiostro, di cinque botteghe, delle loro camere e della residenza dell’arciprete, del cimitero e della sacrestia – furono lunghe e difficili e il progetto per la nuova cattedrale, approvato nel 1285, vide l’inizio della sua attuazione solo nel 1290. Il giorno della cerimonia ufficiale di posa della prima pietrail 13 novembre 1290, giorno di San Brizio – il papa Nicolò IV scese, con il suo seguito, nello scavo delle fondamenta tra due ali di popolo, sotto gli occhi delle autorità cittadine, la cui presenza stava a testimoniare l’impegno a trovare le risorse necessarie per la realizzazione dell’ambiziosa opera. Infatti, se il Comune non avesse garantito la copertura finanziaria della costruzione con un’adeguata politica fiscale, approntando il catasto generale della città e del contado (1292) e raccogliendo i tributi dai castelli del territorio, e se non avesse previsto un pubblico organismo di gestione dell’impresa, creando l’Opera del Duomo, con ogni probabilità il cantiere non avrebbe avuto lunga vita.

Il progetto iniziale del Duomo, elaborato da un primo Maestro rimasto ad oggi sconosciuto, prevedeva una pianta basilicale a tre navate con sei cappelle laterali semicircolari per lato, transetto voltato a crociera piuttosto che sporgente, abside semicilindrica. In poco più di dieci anni maestranze cosmopolite, dirette nella prima fase dei lavori da Fra’ Bevignate da Perugia, innalzarono la costruzione fino all’imposta del tetto, realizzando parte della facciata e delle sue decorazioni marmoree, i fianchi con le sei particolari cappelle estradossate e un’abside semicircolare. I lavori si interruppero bruscamente nei primi anni del Trecento per supposti problemi strutturali, finché, nel 1310, si ebbe una fervida rinascita del cantiere con l’arrivo in città di Lorenzo Maitani.

L’architetto senese impose un cambiamento profondo all’impostazione progettuale. La novità – esito della presunta instabilità delle pareti del transetto e, al tempo stesso, di un sopravvenuto mutamento del gusto – portò alla costruzione della tribuna quadrangolare al posto dell’abside, all’inserimento, in corrispondenza del transetto, di tre coppie di possenti speroni con archi rampanti, all’ideazione delle due grandi cappelle sui bracci laterali. Per quanto riguarda l’esterno, dopo aver concentrato la sua attenzione sulla decorazione della parte inferiore della facciata, Maitani ne modificò la parte superiore progettando la soluzione tricuspidale. Il mutamento di indirizzo è riscontrabile anche in due preziosi disegni originali della facciata della cattedrale, conservati negli archivi dell’Opera del Duomo. Realizzati in inchiostro su pergamena e approntati ad uso del cantiere, costituiscono con ogni probabilità i più antichi progetti della storia dell’architettura italiana.

Alla morte di Maitani, nel 1330, l’impostazione definitiva della nuova cattedrale era stata data e l’edificio continuò a crescere sotto la direzione di altri capomastri succedutisi nel tempo: Andrea Pisano, Andrea di Cione detto l’Orcagna, Antonio Federighi, Michele Sanmicheli, Simone e Francesco Mosca, Raffaello da Montelupo e gli orvietani Ippolito e Francesco Scalza. Interventi tutti di rilievo, ma non vi è dubbio che il Duomo sia figlio di Lorenzo Maitani più che di ogni altro, tanto che è intitolata a lui la via frontale che vi conduce. Anche se non si dovrà dimenticare, nell’ammirarlo, la straordinaria impronta lasciata dallo sconosciuto Maestro del Duomo che lo precedette, ancora oggi ravvisabile sui fianchi esterni, non toccati né dagli interventi di Maitani né dai successivi. L’originalità di questo primitivo disegno architettonico consiste nel prolungamento dei fianchi, caratterizzati dalla serie di cappelline estradossate, e si estende nella testata del transetto, a unire in un solo ritmo fiancata e nave trasversale. È la prima volta che nell’architettura del Medioevo si rivela, come ha notato lo storico dell’arte Renato Bonelli, una ben definita e spiccata personalità di artista.

Dopo la morte di Maitani, tra il 1335 e il 1338 fu voltato il transetto e successivamente, negli spazi ricavati tra i contrafforti e i rampanti, furono erette la Cappella del Corporale (1350-1356), la nuova Sacrestia (1350-1365) e la Cappella Nuova o di San Brizio (1408-1444). All’Orcagna (1359-80) si deve il grande rosone centrale, e ad Antonio Federighi (1451-1456) l’introduzione di forme rinascimentali, con l’inserimento delle dodici edicole della facciata. Tra il 1422 e il 1425 fu realizzata la gradinata esterna con marmi bianchi e rossi e, circa trent’anni più tardi, il corpo di fabbrica dell’edificio veniva concluso con il completamento del tetto, della tribuna e delle cappelle.

Nel secondo Cinquecento, secondo i dettami del Concilio di Trento e il gusto manieristico, il Duomo di Orvieto risentì di una profonda trasformazione, che ruppe con l’insieme trecentesco e inserì elementi tipici delle architetture della Controriforma. La controfacciata e le navate laterali furono decorate con stucchi, affreschi, pale d’altare, tutti elementi previsti, insieme alle statue marmoree disposte in tutta la chiesa, da una rivisitazione unitaria elaborata ed eseguita, tra gli altri, da Raffaello da Montelupo, Federico e Taddeo Zuccari, Girolamo Muziano, Simone Mosca e dagli orvietani Ippolito Scalza e Cesare Nebbia. Nello stesso periodo si sostituì il pavimento e fu completata la facciata.

La prima pietra per la costruzione del Duomo di Orvieto
fu posta il 13 novembre 1290 da papa Nicolò IV

Interventi ulteriori sul Duomo furono eseguiti a fine Settecento, con i restauri della facciata; e tra il 1877 e il 1888 con la rimozione delle decorazioni barocche promossa dall’ingegner Carlo Franci, dallo storico e archivista Luigi Fumi e dall’ingegner Paolo Zampi, come si disse “per riportare la cattedrale alla sua primitiva bellezza”.

Anche nel XX secolo non sono mancati rifacimenti e restauri, tra cui quelli del pavimento, della nuova cripta, dei cicli pittorici delle cappelle e della tribuna, dei bassorilievi, dei mosaici. Ultimo significativo intervento, l’installazione delle nuove porte bronzee (1970) realizzate dallo scultore Emilio Greco.

Duomo, Tesoro della Cattedrale e Cappella di San Brizio

Novembre – Febbraio 9,30 – 13,00 / 14.30 – 17.00

Marzo e Ottobre 9,30 – 18,00

Aprile – Settembre 9,30 – 19,00

Domeniche e feste di precetto

Novembre – Febbraio 14,30 – 16,30

Marzo – Ottobre 13,00 – 17,30 L’orario di visita in Duomo può variare per esigenze di culto.

Museo MODO, Palazzi Papali e Chiesa di Sant’Agostino

Novembre – Febbraio 10,00 – 16,30
(chiuso il martedì)

Marzo e Ottobre 10,00 – 17,30
(chiuso il martedì)

Aprile – Settembre 9,30 – 9,00

Ultimo ticket 30 minuti prima della chiusura

Costo Biglietti

Duomo e Cappella di S. Brizio – 4 euro

Gratuito per i residenti della Diocesi Orvieto-Todi

Biglietto unico – 5 euro

(Duomo, Tesoro della Cattedrale, Cappella di S. Brizio, Palazzi Papali, Chiesa S. Agostino) Gratuito per i residenti della Diocesi Orvieto-Todi

Museo MODO – 4 euro

(Palazzi Papali, Chiesa S. Agostino) Gratuito per i residenti della Diocesi Orvieto-Todi Gratuito: minori di 10 anni, insegnanti accompagnatori, disabili e accompagnatore, giornalisti con tesserino Ultimo ticket 30 minuti prima della chiusura

Informazioni e Contatti

Per INFO rivolgersi a Opera del Duomo di Orvieto
Piazza del Duomo 26, 05018 Orvieto
Tel. e fax 0763 342477
email: opsm@opsm.it
sito internet: www.opsm.it
Palazzi Papali: tel 0763 343592
Ex chiesa di Sant’Agostino: tel 0763 344445

Biglietteria: tel 0763 343592
email: biglietteria@operadelduomo.it

Cappella Nuova o di San Brizio
• Le visite guidate non devono durare più di 15 minuti
• I gruppi con guida autorizzata, già prenotati, hanno la precedenza
• La successione dei gruppi deve alternarsi per consentire le visite individuali
• Il personale preposto è autorizzato a regolare l’afflusso secondo il criterio della prenotazione e della successione.

Durante le celebrazioni delle Funzioni liturgiche all’Altare Maggiore e nella Cappella di San Brizio, non è consentita la visita turistica

Il Duomo di Orvieto visto e raccontato nei suoi particolari. I mossi dorati della straordinaria facciata, le statue, il rosone, i dettagli del prezioso portale. Le navate della maestosa cattedrale che racchiude i preziosi affreschi della Cappella di San Brizio, l’altare maggiore, il coro ligneo e la Cappella del Corporale, scrigno di storia e religione.

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