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La Necropoli del

Crocifisso del Tufo

Visitare Orvieto significa, inevitabilmente, immergersi nella suggestiva atmosfera della civiltà etrusca che ancora oggi permea la storia e la conformazione del luogo. Dopo l’insediamento di una prima comunità Villanoviana intorno al IX secolo a.C, l’acrocoro su cui si estende la città divenne infatti, a partire dal VII secolo, il crocevia scelto dagli Etruschi per l’edificazione dell’importante Velzna, che svolse un ruolo primario all’interno della Dodecapoli dell’Etruria meridionale, tanto da divenire la sempre più probabile sede del Fanum Voltumnae, il luogo sacro delle popolazioni dell’Etruria. Provate a immaginare, prima di inoltrarvi tra i resti della necropoli del Crocifisso del Tufo, la poliformità di quella che doveva essere la città etrusca: la superficie orizzontale dove erano situate abitazioni, monumenti e edifici sacri (ancora visibile, nei pressi della necropoli, l’impianto del Tempio del Belvedere); i cunicoli, le gallerie e i pozzi della città sotterranea che anche allora contraddistingueva la rupe; l’anello su cui, ai piedi del masso, si collocava la “città dei morti”, di cui questo impianto affiorato nel corso di lunghe campagne di scavo ci offre un esempio urbanistico di eccezionale leggibilità.

Posta sul versante nord della rupe di Orvieto la necropoli risale al VI sec. a.C. e prende nome da un crocifisso cinquecentesco scolpito nel tufo e conservato in una cappellina sottostante la zona di San Giovenale. Le prime notizie sulla scoperta delle sue evidenze risalgono alla fine del Settecento, ma ricerche più consistenti furono effettuate nell’ultimo trentennio dell’Ottocento, quando una parte della necropoli fu espropriata dallo Stato e resa visitabile. Le ricerche ripresero poi con grande fervore negli anni Sessanta del Novecento, restituendo alla fruizione questo straordinario documento di organizzazione urbanistica.

Necropoli del Crocifisso del Tufo

S.S. 71 at Km. 1,6
05018 Orvieto

Tel  0763 343611

www.paao.it

Orario Visite
Estate 8,30 – 19,00
Inverno 8,30 – 17,00

Biglietti
Intero € 3.00
Ridotto € 1,50 (18-25 anni)
Gratuito per minori di 18 anni, gruppi di studenti

Biglietto unico con il Museo Archeologico Nazionale € 5.00

Visite guidate su prenotazione
€ 5,00 (min. 15 persone)
€ 8,00 (min. 6 persone)
€ 10,00 (1 – 5 persone) 
Gratuito da 0 a 5 anni

Archeologo Francesco Pacelli
cell. +39 3281911316
info@discoveryorvieto.it
www.discoveryorvieto.it

Accessibile ai diversamente abili

Inserito nella Carta Unica

Non potrete fare a meno di notare, inoltrandovi tra le tombe a camera costruite con blocchi di tufo ricavati nella zona, che la principale caratteristica della necropoli è la sua regolare planimetria. Le tombe, allineate lungo strade diritte secondo un impianto ortogonale, ricordano veri e propri quartieri residenziali urbani, così che la città dei morti fornisce preziosi elementi per comprendere come era quella dei vivi. Raggruppate in isolati, sono costituite da camere per lo più singole a pianta rettangolare. Uno strato di terra piatto ricopre il sepolcro, individuabile grazie a cippi che si differenziavano per gli uomini e per le donne. La porta di accesso era chiusa da un lastrone interno e da una fodera di blocchi di tufo allineata con le pareti esterne, un riempimento di terra faceva da tampone fra il lastrone e il muro.

All’interno delle tombe, dove venivano sepolti sia inumati che incinerati, potrete osservare le banchine per la deposizione dei defunti, di solito due: una lungo la parete di fondo e una lungo una parete laterale.Vi stupirà inoltre il gran numero di iscrizioni funerarie sugli architravi esterni: di grande interesse, documentano con abbondanza prenomi e gentilizi degli antichi abitatori di Orvieto e si riferiscono al nome del titolare della tomba, presentando spesso la formula di possesso secondo cui è la tomba stessa a parlare: “io sono di…”.

Gli Etruschi credevano che i defunti continuassero a vivere nell’aldilà, costruivano la città dei morti vicino a quella dei vivi e, accanto al cadavere, ponevano il corredo funerario, costituito da oggetti personali e da tutto quello che si pensava potesse servire al defunto per condurre, in forme simili a quella terrena, la vita nell’oltretomba. Nelle sepolture sono state quindi rinvenute grandi quantità di ceramiche e bronzi sia di produzione locale che di importazione. I primi scavi ottocenteschi restituirono reperti notevolissimi, tuttavia dispersi nei vari musei esteri. Altri importanti corredi, frutto di scavi più recenti, sono invece esposti al Museo “Claudio Faina” e al Museo Archeologico Nazionale di Orvieto.

Non mancate di visitarli per avere un quadro più completo di quanto fosse raffinata e evoluta l’antica civiltà etrusca. Altro suggerimento: una passeggiata lungo l’anello del Parco Archeologico e Ambientale dell’Orvietano, che vi permetterà un contatto diretto sia con altri resti della civiltà etrusca, sia con il corroborante habitat naturalistico che, saturo di antiche memorie, circonda la rupe di Orvieto. Al parco, denominato PAAO, si può accedere direttamente anche dalla necropoli del Crocifisso del Tufo. Altre entrate – o uscite – sono situate a Piazza Cahen nei pressi di Porta Soliana, a Piazza Generale Cimicchi (Parcheggio di Via Pecorelli), alla Chiesa della Madonna del Velo vicino Porta Maggiore, al Foro Boario, a Piazza Marconi.

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